MUSICOTERAPIA

La musicoterapia nel suo compito più generale, elicita, sostiene ed organizza comportamenti espressivi e spontanei che possono dare significato relazionale. Svolge una funzione di framing, cioè di cornice contestuale, a ciò che è l’intenzionalità comunicativa di una persona.

La musicoterapia si focalizza su specifici aspetti della comunicazione non verbale: aspetti ritmici, temporali ed energetici che rivestono un’importanza fondamentale nell’andamento degli scambi e nel processo di espressione-ricezione delle emozioni.

Diventa, quindi, un canale essenziale quando l’isolamento, la chiusura, la frammentazione del sé, che a vari livelli sperimenta una persona, portano a situazioni di sofferenza ed incomunicabilità, dove si evidenzia una distonia e una disarmonia temporale, ritmico-energetica degli scambi.

Sono differenti le modalità che si integrano in un percorso, il cui rapporto varia ed evolve sulla base della persona, del gruppo o della coppia che vi prende parte:

  • recettiva, che prevede l’ascolto e la successiva verbalizzazione rispetto al processo di ascolto, alle modalità del come è avvenuto, attivando uno scambio e sempre più intimamente consapevole delle risonanze interne
  • attiva, che prevede la libera improvvisazione entro una dinamica espressiva e relazionale, che si connette con l’altro originando il dialogo sonoro tra terapeuta e cliente
  • mista, identificabile nel processo:                                                                                                - costruttivo narrativo-sonoro del song writing
    - nell’educazione all’ascolto del suono e dei suoi parametri
    - nella comunicazione corporea e verbale che si esplicita nella melodia, nella gestualità e nel canto

Un percorso di musicoterapia facilita e promuove l'intenzionalità comunicativa ed espressiva intervenendo sulle parti sane della persona, nella piena accoglienza e fiducia, offre un campo dove si può trovare la sicurezza di esporsi e di farsi conoscere “esercitandosi” con il terapeuta attraverso un canale che non è verbale, perciò più pronto e aperto a liberare, da prigioni autoimposte, emozioni, inibizioni e giudizi.